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E.T.L. di Lamantia Robertospecialista del riscaldamento da oltre 30 anni, offre la sua esperienza per la vendita, la manutenzione dei vostri sistemi di riscaldamento e della vostra caldaia.
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E.T.L. di Lamantia Roberto è principalmente un installatore, specializzato nella manutenzione e risoluzione dei problemi di riscaldamento in ambito privato. Con E.T.L. di Lamantia Roberto , avrete la garanzia di lavorare con un  professionista serio e preparato.

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Oltre alle vendite, offriamo un contratto di manutenzione annuale per tutti i sistemi di riscaldamento e di produzione di acqua calda , indipendentemente dalla marca.

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Risultati immagini per vaillantVaillant si è aggiudicata il sigillo Migliori in Italia, N°1 nel Servizio, nella categoria Caldaie. Il riconoscimento, assegnato dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza, nasce da un’ampia ricerca sul livello di soddisfazione dei clienti condotta nel nostro Paese dall’ente indipendente, specializzato nell’ analisi e comparazione di prodotti, servizi e prodotti finanziari.

L’indagine, svolta in cooperazione con l’Università Goethe di Francoforte, ha riguardato 900 imprese di oltre 100 settori e ha coinvolto un campione di 200mila consumatori, rappresentativo della popolazione italiana per età, sesso e regione, che è stato invitato a esprimere un giudizio sul servizio dell’azienda, basato sulla propria esperienza personale diretta.

“Questo riconoscimento ci riempie di orgoglio, in particolar modo perché assegnatoci sulla base del grande apprezzamento espresso da chi ha scelto i nostri prodotti e servizi, contando su di noi per godere in tranquillità del comfort e del calore della propria casa – ha dichiarato Gherardo Magri, l’AD di Vaillant Group Italia. Un premio che è frutto di tanta dedizione e di un lavoro di squadra che coinvolge noi come azienda, i nostri centri assistenza tecnica ufficiali, i nostri canali di customer care, dal numero verde ai social media e comincia già dagli installatori, con la consulenza che forniscono nello scegliere la soluzione più adatta alle singole esigenze. A tutti questi protagonisti va il mio più sentito ringraziamento, perché questo premio è per loro.”

L’indagine dell’Istituto Tedesco Qualità e Finanza rappresenta da anni un punto di riferimento autorevole in Italia e in paesi come Germania, Francia, Spagna e Olanda, nell’individuare e presentare quelle aziende che, nel proprio settore di appartenenza, sono in grado di emergere per il livello di servizio offerto ai clienti. L’Istituto si occupa inoltre di comparare i diversi settori dell’economia dei diversi mercati, per individuare quelli che meglio soddisfano le aspettative dei propri consumatori.

Sorgente: Vaillant “Migliore in Italia” per il servizio Caldaie

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termosifoni non si scaldano

Arriva l’autunno, le temperature scendono ed ecco che bisogna mettere a regime caldaia e termosifoni. In questa fase può capitare che un termosifone rimane freddo anche se la caldaia produce regolarmente acqua calda. Se i termosifoni non scaldano è bene eseguire una serie di controlli per capire dove risiede la causa.

Se i termosifoni non scaldano non c’è necessariamente un problema alla caldaia. Le cause possono risiedere nella presenza d’aria nei termosifoni e nell’impianto o addirittura a un malfunzionamento del termostato.

Termosifoni non si scaldano: quando è normale

Non sempre i termosifoni freddi sono sinonimo di un malfunzionamento della caldaia.

A volta è del tutto normale che un termosifone, al tatto, possa risultare freddo. Quando è normale?

  • Quando i termosifoni non si scaldano nella parte bassa
  • Nel caso in cui un termosifone non si scalda uniformemente
  • Quando il termosifone è freddo e il termostato “dice” che ha il calorifero ha raggiunto la temperatura

Se il riscaldamento del termosifone non è uniforme e ci sono zone fredde, questo può essere dovuto alla mandata dell’acqua e al ruolo della valvola termostatica. Se un termosifone non si scalda in modo uniforme, oppure se alcuni termosifoni restano freddi, cosa fare?

Controlla la temperatura della stanza e la temperatura impostata sulla valvola termostatica. Se questi due valori si avvicinano, il fenomeno è del tutto normale. Se la stanza è fredda, prova ad aumentare la temperatura della valvola del termosifone.

Nella figura in basso sono mostrati alcuni modelli di mandata. Il più diffuso (e anche il più efficiente) è il modello A. Il tubo di mandata è posto in alto e in basso vi è il rubinetto di uscita. In questo caso, se il termosifone non si scalda nella parte bassa è perché la valvola termostatica ha interrotto l’erogazione dell’acqua calda. Il motivo? Ha avvertito che la temperatura nella stanza è aumentata e ha interrotto l’erogazione del calore.

termosifone non scalda

Nella figura B, per lo stesso motivo, il il termosifone non scalda nella parte alta. Nel modello mostrato nella figura C, mandata e uscita sono posti nello stesso lato. In questo caso potrai notare che i termosifoni non scaldano in modo uniforme e restano caldi sono sul lato dei tubi e freddi dal lato opposto.

In tutti questi casi, se non sei soddisfatto della temperatura raggiunta, aumentala agendo sulla valvola termostatica. Aumentano la temepratura dalla valvola, il termosifone dovrebbe iniziare a riscaldare in modo uniforme.

Termosifoni non scaldano: ecco perché

Se i termosifoni non si riscaldano e ti stai chiedendo cosa fare, fai prima delle verifiche alla caldaia. Vai in bagno e apri il rubinetto dell’acqua calda: la caldaia produce acqua calda? Se la caldaia non fa acqua calda, è chiaro che il problema è a monte. I termosifoni non scaldano perché la caldaia non funziona.

Al contrario, se la caldaia fa acqua calda ma i termosifoni non si accendono o alcuni restano freddi, è possibile che vi siano bolle d’aria nei termosifoni che impediscono la diffusione del calore.

Bolle d’aria nei caloriferi: come sfiatarli

Nella maggior parte dei casi, quando i termosifoni non si scaldano la causa è da ricercare nella presenza di bolle d’aria nei caloriferi o nel circuito degli stessi. Qui puoi agire facilmente con una procedura di sfiato dei termosifoni.

  1. Ti consiglio di sfiatare i termosifoni quando la caldaia è spenta da almeno un’ora.
  2. Prendi un recipiente abbastanza capiente (un secchio o una bacinella).
  3. Avvicinati a ogni termosifone e, uno a uno, apri la valvola di sfiato.
  4. La valvola di sfiato è posta sul lato opposto alla valvola termostatica.
  5. Girala questa valvola fin quando non vedrai uscire un flusso d’acqua costante.
  6. Nota bene, il flusso deve essere costante, non a spruzzi o a gocce.
  7. Intanto raccogli l’acqua nella bacinella e quando il flusso sarà costante, passa al termosifone successivo.
  8. Accendi di nuovo la caldaia, attiva le valvola di accensione del termosifone e attendi che questo inizi a scaldarsi a dovere!

termosifoni non scaldano

 

Se pensi che il tuo termosifone non ha la valvola di sfiato… controlla meglio. Ti ho detto che si trova sul lato opposto alla manopola che usi per regolare il termosifone. E’ una rotellina che si può girare a mano oppure, in caso di vecchi termosifoni di ghisa, potrebbe essere necessaria un’apposita chiave da 5 mm.

La chiave in questione è mostrata nella foto in alto, si può comprare su Amazon o in qualsiasi negozio di termoidraulica. Su Amazon, un kit con varie chiavi per termosifoni si compra al prezzo di 3,89 euro e spese di spedizione gratuite. Per tutte le info ti rimando alla pagina Amazon dedicata: “assortimento chiavi da officina“.

In casi più rari, per girare la chiave di sfiato hai bisogno di una chiave a pappagallo così come mostrato nella foto d’apertura.

Cosa fare se i termosifoni non si accendono

Se non sei riuscito a eliminare l’aria dai caloriferi, puoi leggere la guida più dettagliata su come sfiatare i termosifoniAl contrario, se aprendo la valvola di sfiato non hai rilevato aria e i termosifoni non si scaldano, è probabile che il problema sia legato alla caldaia.

Se la caldaia non funziona e i termosifoni non si accendono, potrebbe trattarsi di un problema legato alla pressione dell’acqua.

Accedi alla caldaia e controlla l’impianto. Nella parte bassa dell’apparecchio vi è un barometro, cioè un indicatore che ti avvisa sulla pressione d’esercizio dell’acqua. Se non lo noti subito, sappi che spesso il barometro è nascosto da uno sportello, aprilo.

Osserva l’ago del barometro: il valore che indica, nell’ideale, dovrebbe essere compreso tra 1 e 2. Se l’ago punta a un valore inferiore a 1, nella zona prossima allo zero del barometro, allora hai problemi di pressione bassa caldaia. Al contrario, se l’ago punta nella zona rossa, hai problemi di pressione alta.

Se la pressione della caldaia è troppo alta, la caldaia va in blocco attivando un sistema di sicurezza e si spegne. Quindi se i termosifoni non si accendono e non scaldano, potrebbe essere anche per pressione alta.

Quello della pressione bassa caldaia è un problema più ricorrente. L’acqua, a bassa pressione, anche se calda non riesce a raggiungere l’intero circuito dell’impianto di riscaldamento.

Paradossalmente, se hai fatto lo sfiato dei termosifoni, la pressione dell’acqua è diminuita e potresti ritrovarti a dover aprire il rubinetto dell’acqua per portarla a livello.

Pressione caldaia bassa: cosa fare

Per regolare la pressione della caldaia non dovrai fare altro che agire sull’apposito rubinetto. Il rubinetto dell’acqua è generalmente in plastica, di colore nero. E’ posto sempre sotto la caldaia. Per individuare qual’è il rubinetto dell’acqua, consulta il manuale utente della caldaia.

  • Il rubinetto del gas è in genere colorato, giallo. Questo non devi toccarlo.
  • Il rubinetto dell’acqua è generalmente nero o grigio.
  • Apri l’acqua e aspetta che la lancetta del barometro raggiunga il valore ottimale compreso tra 1 e 2.

Dove si trova il rubinetto dell’acqua della caldaia e come capire qual’è?
La caldaia ha due rubinetti dell’acqua. Il primo di mandata e il secondo di regolazione della mandata. Controlla che il principale sia completamente aperto.

termosifoni non si accendono

Ogni caldaia presenta una diversa disposizione dei tubi. Come premesso, meglio se consulti in manuale utente. Nella configurazione mostrata nella caldaia in alto, il rubinetto di mandata dell’acqua è quello nero ed è semi chiuso.

Come capire se il rubinetto dell’acqua è aperto o chiuso? Quando lo apri noterai il rumore del passaggio dell’acqua. Tuttavia, per sicurezza: il rubinetto si apre in senso antiorario (girando verso sinistra) e si chiude in senso orario (girando verso destra).

E’ necessario che questo rubinetto (il B) sia completamente aperto. Il rubinetto azzurro (A) è quello di regolazione. Dovrai aprirlo per alzare la pressione della caldaia. Quando il barometro segnerà il valore ideale, chiudi di nuovo il rubinetto di regolazione lasciando aperto quello di mandata. Il rubinetto di mandata deve stare sempre aperto.

Pressione caldaia alta e termosifoni che non scaldano

La pressione caldaia troppo alta può causare un funzionamento anomalo dei termosifoni. Se la pressione caldaia è alta, assicurati che il rubinetto di regolazione sia stato chiuso. Può essere che il rubinetto sia difettato e non chiude bene. In questo caso va sostituito e se non sei un esperto di fai da te, ti conviene chiamare un tecnico.

Per far abbassare la pressione caldaia non devi fare altro che far fluire via un po’ d’acqua dalla valvola di sfiato del termosifone così come ti ho spiegato nel paragrafo relativo alle bolle d’aria nei termosifoni.

In genere, quando la caldaia ha una pressione troppo alta, i termosifoni che non scaldano non sono l’unico sintomo. In alcuni modelli i termosifoni continuano a scaldare e la pressione in eccesso è dissipata con una valvola di sicurezza: in pratica la caldaia perde acqua!

Sorgente: Termosifoni non scaldano: ecco perché – Tecnologia e Ambiente | Tecnologia e Ambiente

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Il CIT, in una comunicazione via mail, non pubblicata nel sito, delle 14:59 di oggi Venerdì 9/11/18, ha annunciato che Lunedì 12/11/18, a partire dalle ore 08:15, effettuerà un aggiornamento del portale per implementare alcune modifiche previste dal Decreto Regionale del 28/09. Il portale del CIT potrebbe essere non raggiungibile durante l’aggiornamento.

Una delle principali novità del suddetto decreto è il passaggio del dato NOx rilevato durante l’analisi combustione da ppm a mg/kWh.

Per precise disposizioni CIT tutti i rapporti di controllo inviati al portale dal 12/11/18 dovranno avere il dato espresso nella nuova unità di misura, indipendentemente dalla data del controllo.

Stiamo per mettere in linea le modifiche al programma per aggiungere un nuovo campo che contenga il dato nella nuova unità di misura, per distinguerlo dai dati nella vecchia unità di misura. Le modifiche che consentono l’inserimento del nuovo dato saranno pubblicate entro la giornata di Lunedì, così come le stampe aggiornate da Mobile. Le stampe da desktop seguiranno a ruota, molto probabilmente sempre nella giornata di Lunedì.

Ci raccomandiamo di NON INSERIRE il valore in mg/kWh nel campo attuale (in ppm) ma di utilizzare il nuovo campo nell’unità di misura corretta non appena disponibile. Suggeriamo inoltre di effettuare prima di domenica sera l’invio al CIT di eventuali RCEE in sospeso in modo da poterli inviare con la vecchia unità di misura e di non dover rifare i calcoli del valore.

La funzione di invio telematico al CIT verrà sospesa da domenica sera fino al ripristino dell’operatività del portale CIT e all’aggiornamento della procedura secondo le specifiche di invio telematico fornite dal CIT, che tuttavia non sono ancora del tutto chiare.

Sorgente: Portale FuturaSI

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Mantenere efficiente l’impianto di riscaldamento attraverso un programma di manutenzione periodica vuol dire:

  • bollette più leggere per te
  • maggior sicurezza per la famiglia
  • aria più pulita per tutti
  • no a multe e sanzioni

 

 

 

 

 

 

Come tutti gli anni parte la stagione termica, il freddo incomincia a farsi sentire e si riaccendono gli impianti. Quest’anno però è più importante essere sicuri che l’impianto di riscaldamento sia in regola con i controlli e le manutenzioni perché la qualità dell’aria che respiriamo dipende anche dalle emissioni dei nostri generatori di calore.

Lo scopo di questa campagna è di rendere consapevole il cittadino ed aiutarlo a fare la sua parte per difendere l’ambiente, i suoi polmoni e quelli degli altri, di non rischiare inutili sanzioni e di ridurre la bolletta.

I quattro temi da più caldi e su cui si è più dibattuto negli scorsi mesi riguardano l’utilizzo corretto degli impianti e la qualità energetica degli edifici:

  1. installazione della termoregolazione e contabilizzazione negli edifici condominiali, meglio conosciuta come installazione delle termo valvole .
  2. necessità di effettuare sugli impianti termici le operazioni di manutenzione con le frequenze indicate.
  3. utilizzare a proprio vantaggio le indicazioni che sono contenute sull’Attestato di prestazione Energetica (APE).
  4. evitare le sanzioni previste per il mancato rispetto di alcune norme fondamentali che tutelano la salute e la sicurezza di tutti.

Per saperne di più

Le informazioni di base sull’argomento e sono disponibili in forma di FAQ ad esempio presso l’ente di controllo che effettua la maggior parte dei controlli sul territorio piemontese sia per la termoregolazione sia per gli impianti termici

Altre domande e risposte di chiarimenti ufficiali sono state fornite dal Ministero per lo Sviluppo Economico e dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri che ha pubblicato le Linee guida per le valutazioni energetiche ed economiche

La Federazione Interregionale degli Ordini degli Ingegneri del Piemonte e della Valle d’Aosta (FIOPA) ha reso disponibili le valutazioni tecnico economiche per l’installazione dei sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore 

Infine anche l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) ha reso disponibile una Guida per l’esercizio- controllo e manutenzione degli impianti termici

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Per evitare sprechi e per usare in maniera efficiente l’impianto, l’ENEA propone 10 regole pratiche.

1) Effettuare la manutenzione degli impianti
È la regola numero uno, sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni: un impianto ben regolato consuma e inquina meno. Chi non effettua la manutenzione del proprio impianto rischia una multa a partire da 500 euro (DPR 74/2013).

2) Controllare la temperatura degli ambienti
Scaldare troppo la casa fa male alla salute e alle tasche: la normativa consente una temperatura fino a 22 gradi, ma 19 gradi sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. Inoltre, per ogni grado abbassato si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.

3) Attenti alle ore di accensione
Il tempo massimo di accensione giornaliero è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Ad esempio, per i comuni in fascia “E”, Nord Italia e Appennino, gli impianti possono essere accesi dal 15 ottobre al 15 aprile, fino a un massimo di 14 ore al giorno, per i comuni in fascia B, nel sud Italia e nelle isole, gli impianti possono essere accesi dal 1° dicembre al 31 marzo, per un massimo di 8 ore giornaliere.

4) Installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone
È una soluzione semplice, ma molto efficace per ridurre le dispersioni di calore.

5) Schermare le finestre durante la notte
Chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno.

6) Evitare ostacoli davanti e sopra i termosifoni
Collocare tende o mobili davanti ai termosifoni o usare i radiatori come asciuga biancheria, ostacola la diffusione del calore verso l’ambiente ed è fonte di sprechi. Attenzione, inoltre, a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza bastano pochi minuti e si evitano inutili dispersioni di calore.

7) Fare un check-up alla propria casa 
Chiedere a un tecnico di fare una diagnosi energetica dell’edificio è il primo passo da fare per valutare lo stato dell’isolamento termico di pareti e finestre e l’efficienza degli impianti di climatizzazione. La diagnosi suggerirà gli interventi da realizzare valutandone il rapporto costi benefici. Oltre ad abbattere i costi per il riscaldamento anche fino al 40%, gli interventi diventano ulteriormente convenienti se si usufruisce delle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, l’Ecobonus che consente di detrarre dalle imposte IRPEF o IRES dal 50 all’85% delle spese sostenute a seconda della complessità dell’intervento.

8) Impianti di riscaldamento innovativi
Per legge, dal 2015, tranne poche eccezioni, si possono installare solo caldaie a condensazione. E’ opportuno valutare la possibilità di sostituire il vecchio generatore di calore con uno a condensazione o con una pompa di calore ad alta efficienza o con un generatore a biomassa oppure con un sistema ibrido, composto da una caldaia a condensazione e da una pompa di calore e, ove possibile, integrare questi impianti con collettori solari termici e/o impianti fotovoltaici. Anche questi interventi si possono realizzare usufruendo dell’Ecobonus e, limitatamente agli impianti fotovoltaici, delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie.

9) Soluzioni tecnologiche innovative
Anche la domotica aiuta a risparmiare. Cronotermostati e rilevatori di presenza elettronici consentono di regolare anche a distanza la temperatura degli ambienti e il tempo di accensione degli impianti di riscaldamento, in modo da mantenerli in funzione solo al bisogno. Anche questo intervento può fruire dell’Ecobonus.

10) Applicare valvole termostatiche
Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni, consentendo di non superare la temperatura impostata per il riscaldamento degli ambienti. Obbligatorie per legge nei condomini, le valvole termostatiche permettono di ridurre i consumi fino al 20%. La loro installazione è opportuna quando si installa una caldaia a condensazione e diventa obbligatoria se si usufruisce dell’Ecobonus.

Sorgente: Riscaldamento domestico: le regole Enea per l’efficienza dell’impianto | Geometri Associati Bresin Modolo

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Il 2020 sarà l’anno delle caldaie a condensazione

7 Nov

Il 2020 sarà l’anno della svolta per le tecnologie impiegate per la produzione di calore quando, cioè,le caldaie tradizionali dovranno essere sostituite da caldaie a condensazione. L’obiettivo 20-20-20 è un insieme di misure…

Sorgente: Il 2020 sarà l’anno delle caldaie a condensazione: Cosa sono e i vantaggi che ne comportano – Newsbiella.it

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Proroga incentivi 2019

4 Nov

Risultati immagini per agevolazioni 2019Guardando al 2019, nelle intenzioni del Governo c’è la proroga secca dell’attuale assetto dei bonus edilizi anche per il 2019. Almeno per la parte riguardante i lavori agevolati al 50 e 65% sulle singole unità abitative, gli acquisti di mobili e gli interventi sul verde privato. Questo è ciò che si desume dalla bozza del disegno di legge di Bilancio, e che è stato già messo nero su bianco nel Documento programmatico (Dpb) inviato a Bruxelles nei giorni scorsi.

Fonte:  Il sole 24 ore 

 

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Comunichiamo che la nostra attività rimarrà chiusa il giorno Venerdì 2 Novembre.       

 

Rimarrà invece attiva l’assistenza tecnica con supporto tecnico telefonico al  seguente numero  di cellulare 328 3326095

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La nuova disciplina dei generatori di calore a biomassa

29 Ott

Dal 1 ottobre 2018 se si acquista un generatore di calore a biomassa e lo si vuole installare, lo stesso generatore deve avere almeno tre stelle di classe emissiva. Lo prevede una delibera della Giunta regionale del Piemonte approvata venerdì 14 settembre, relativa alla nuova disciplina … Read More »

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